VILLA IN TOSCANA GROSSETO
  AGRITURISMI in italia CASE VACANZA in italia BED AND BREAKFAST in italia CASALI in italia RESIDENZE ESCLUSIVE in italia VILLE in italia ESTERO in italia SERVIZI in italia PROMO in italia  
VILLA IN TOSCANA - GROSSETO: VIL205
 
Toscana
Descrizione VILLA Struttura VILLA Come Raggiungerci VILLA Listino Prezzi VILLA Prenotazione VILLA Attivita e Servizi VILLA Brochure VILLA
Il Comune - Castiglione della Pescaia

Rinomata località turistica della Costa del Tirreno posta nella parte meridionale della Toscana,
incastonata nella Maremma si erge il suo caratteristico abitato tipico medioevale, una località unica ed affascinante, caratterizzata dal suo mare più volte premiato e per la qualità della vita e della gestione territoriale, nel rispetto del turista e dell' ambiente .

Castiglione della Pescaia è un noto centro balneare sulla costa grossetana. Di origine romana, potrebbe essere il centro di Salebru citato dalle fonti itinerarie romane. Il paese medioevale si è sviluppato attorno al castello sulla sommità del poggio, mentre la parte moderna si è sviluppata lungo la costa. Nel X sec. entrò a far parte del dominio pisano e risale alla dominazione pisana la costruzione della prima grande torre con base a scarpa sul punto più alto del poggio.
In seguito venne costruita la cinta muraria intorno al paese, rafforzata da torri e torrioni. Nel 1447 Alfoso d'Aragona, re di Napoli, rialzò le due torri che, a seguito della costruzione di due piani di abitazioni, assunsero la veste di un vero castello. Dopo i d'Aragona dominarono i Piccolomini di Siena che vi rimasero per circa un secolo, quindi i Medici per 178 anni, i Lorena per 120 anni, fino a quando con l'avvento del Regno d'Italia, il castello, divenuto proprietà demaniale, rimase abbandonato a se stesso.
Verso la fine dell'800 un architetto grossetano, Lorenzo Porciatti, lo rilevò dal demanio, lo restaurò e ci venne ad abitare durante l'estate e per qualche battuta di caccia. Attualente è proprietà privata.Castiglione della Pescaia è situato sulle alture che dominano la foce del fiume Bruna a NO di Grosseto.
 
I ritrovamenti più antichi dell'insediamento che risalgono al periodo romano-repubblicano sono costituiti da una serie di edifici in località le Paduline. Foto aeree rivelano nell'area un abitato di vaste proporzioni, forse l'antico centro di Salebrum, del quale non si ha documentazione nel ME. Dal secolo X Castiglione fu dominio di Pisa, cui Ottone I di Sassonia concesse il controllo della costa da Porto Ercole fino alla foce dell'Arno. Durante questo periodo fu costruita la prima grande torre con la base a scarpa.
Di fatto furono i signori Lambardi del vicino centro di Buriano , che, in conflitto con gli Abati di Sant Antimo che ne rivendicavano il possesso, dominarono il territorio Castiglionese. Solo nel XIII sec. il paese divenne un libero comune.
Due secoli dopo, in seguito alla diminuzione della popolazione e delle attività commerciali, gli abitanti del borgo abbandonarono la parte bassa e si stabilirono attorno al Castello che venne fortificato. Nel 1446 il paese fu occupato dagli Aragonesi e venne ceduto come dote di Eleonora di Toledo a Cosimo I dei Medici. Due sono le testimonianze della bonifica lorenese osservabili a Castiglione della Pescaia: la Casa Rossa ed il ponte Giorgini.
Il matematico Giorgini (1827) fu infatti incaricato da Leopoldo II di Lorena per la realizzazione di un intervento al fine di risolvere l'ormai secolare problema delle aree paludose. Secondo lo studioso la malaria era causata dalla mescolanza delle acque dolci con quelle salate. Il suo intervento si realizzò nella suddivisione delle aree paludose in cinque bacini, corrispondenti alle valli maggiori, di cui si doveva favorire l'essiccamento naturale. Nel 1827 fu costruito sul fiume Bruna il ponte a tre luci con cateratte che si aprivano in direzione del mare. Pochi anni dopo iniziarono gli scavi del primo Diversivo che collegava l'Ombrone alla foce del Bruna, passando per la località Bucacce, a cui seguirono gli scavi di un secondo Diversivo con un percorso simile all'antico Canale Navigabile.
Le società preindustriali definivano la spiaggia come uno spazio marginale in quanto non coltivabile, né agibile al pascolo. Le uniche attività che vi venivano svolte si limitavano alla raccolta di sterpaglie deposte dal mare per farne legna da ardere e all'esercizio di forme minori di pesca; infine sulla spiaggia venivano trascinate in secca le piccole imbarcazioni. L'inizio del cambiamento dell'uso della spiaggia si potrebbe correlare al "villeggiare" di stampo ottocentesco. Questo tipo d'uso mutò nel ventennio tra le due guerre. Attraverso questa mutazione dovuta a processi di massificazione nell'uso del tempo libero e ad un nuovo approccio tra il corpo ed il sole e fra il corpo e l'acqua, la spiaggia non solo cessa di essere marginale, ma diviene il luogo centrale del soggiorno. A questa improvvisa e fortissima domanda di spiagge fa risposta l'edificazione delle stesse: in queste spiagge, non solo si può trovare cibo e bevande, musica e giochi, pista da ballo e pattinaggio, alberghi e parcheggi, ma anche tutta quella serie di elementi che si definiscono di urbanizzazione primaria. Questo processo di urbanizzazione iniziato negli anni Trenta, riprende con grande vigore dopo la guerra, fino ai nostri giorni.
Anche le spiagge di Castiglione della Pescaia hanno seguito questo percorso di edificazione ed adesso il turismo balneare è una delle maggiori risorse del paese. interesse naturalistico Castiglione della Pescaia offre un molteplice aspetto naturalistico in un ambito ristretto: Il mare, che è l'elemento naturale predominante, è soggetto a violente mareggiate con venti preponderanti da NO e O in estate e da SE e SO in inverno. Le spiagge, una propria del lungomare di Castiglione della Pescaia che arriva fino a Punta Capezzolo e l'altra che arriva fino a Le Marze , rappresentano, con la loro forma a falce, esempi di equilibrio fra le correnti marine ed i venti grazie anche al regolare spostamento dei materiali di riporto forniti dalla foce del fiume Bruna. La pineta completa la cornice variopinta del litorale, mentre il verde della macchia mediterranea colora le alture alle spalle del paese.
 
La palude della Diaccia Botrona, è ciò che resta di una più vasta zona paludosa, interessata da un sistema idrico artificiale, eseguito in tempi diversi, per la bonifica di una buona parte dell'area pianeggiante compresa tra Castiglione e Grosseto.
Di interesse geologico è la formazione del Macigno in affioramento lungo la Strada Panoramica.  
La formazione risale all'Oligocene (30 milioni danni fa) ed è costituita da arenarie in strati, ai quali le strutture sedimentarie conferiscono i caratteri delle torbiditi.
La spiaggia di Castiglione della Pescaia presenta nella zona sommersa non distante dalla riva dei banchi rocciosi costituiti da arenarie che si affiancano alla costa e che contengono inglobati avanzi della lavorazione antica del ferro. Queste arenarie (Arenarie di San Vincenzo) sono un esempio di rocce munite di documenti di industria umana. L'abbondanza di queste scorie è legata all'ingente escavazione del minerale di ferro elbano. Questo veniva portato sulle spiagge del continente prospicienti l'isola per una prima lavorazione. Gli scarti di fusione, abbandonati sulle spiagge, appaiono oggi legati ai sedimenti sabbiosi dalla cementazione (diagenesi) che da una sabbia sciolta ne ha fatti un'arenaria. Il fatto che oggi queste rocce siano normalmente sommerse, salvo durante le basse maree, sembra indicare un innalzamento del livello medio del mare di circa 1 metro nei 2000-2200 anni che ci dividono dal periodo di maggior accumulo di questi materiali. La maggiore lavorazione del ferro elbano viene fatta risale infatti al periodo delle guerre puniche. L'interesse di questo tipo di sedimento, oltre che a risiedere in questa sua peculiarità di contenere "in roccia" elementi di industria umana, riguarda in particolare la possibilità che offre di valutare e documentare il sollevamento del livello medio del mare negli ultimi 2000 anni.

Castiglione della Pescaia si colloca in un ambito territoriale ricchissimo di siti di interesse naturalistico e storico-archeologico, e rappresenta perciò la base di partenza ideale per gite ed escursioni indimenticabili.

Località di interesse storico-archeologico
Vetulonia  Antico sito Etrusco a due passi da Castiglione della Pescaia
Roselle  Scavi etrusco-romani alle porte di Grosseto
Cosa  Colonia Romana fondata nel II secolo a.c. nei pressi di Talamone
Populonia Parco archeologico Etrusco vicino Piombino
Le città del Tufo Sovana, Sorano e Pitigliano
Località di interesse naturalistico
Parco della Maremma : Il parco regionale dell'Uccellina (Alberese)
Carapax : Centro Europeo per la salvaguardia delle tartarughe (Massa Marittima)
Val di Farma : Oltre 140 Km di trekking nella bellissima valle del Farma

Punta Ala
 
La storia di Punta Ala (precedentemente chiamata Punta Troia, per una leggenda che narrava della tragica fine in mare di un cinghiale con i suoi cuccioli inseguiti dai cacciatori) ha sicuramente origini più antiche, ma i primi documenti che ne citano l’esistenza risalgono alla metà dell’ XVI° sec. quando l'isola di Troia con gli annesssi scogli chiamati "i Porcellini” furono donati alla consorte di Cosimo I°, padrone del famoso Stato dei Presidi, per far si che il confinante Filippo II° potesse proteggere i suoi territori a sud di Piombino dalle invasioni saracene. Di lì a poco fù concessa anche la zona interna del promontorio dove vennero erette le torri Hidalgo e Troia Nuova. 
Le vicende storiche si alternarono e Punta Ala fù un territorio ambito e conteso da più proprietari, pensare che fù donato persino al Cottolengo di Torino. Ma il vero come lo possiamo immaginare oggi lo si ebbe durante il periodo del ventennio quando S.E. Italo Balbo acquistò tutta Punta Troia, da Poggio del Piastrone a nord, a Poggio Rio Palma sulla scogliera a sud, escluso il terreno di proprietà Barzellotti. Come prima cosa fù tramutato il nome da Punta Troia a Punta Ala e l’isolotto vicino, da Troia Vecchia, divenne “Lo Sparviero” e solo gli scogli accanto rimasero “I Porcellini”. Furono attuati miglioramenti e costruita una strada più agevole che univa Pian d'Alma fino al Castello di Punta Ala, fece disboscare vaste aree per ricavarne terreni coltivabili. Bonificò l’acquitrino nella zona dell’attuale campo di polo e costruì gli edifici dell’attuale Punta Ala S.p.A. e la “Fattoria tre pini”, attuò un ingente opera meccanizzata di rimboschimento, di illuminazione elettrica e di pompaggio di acque potabili. Punta Ala cominciò così a trasformarsi e ad essere un luogo sempre più invitante per risiedere.
Ma fù nel dopoguerra quando la proprietà Balbo passò allo Stato italiano, e poi spezzettata tra eredi e nuovi proprietari che Punta Ala inizio il suo incessante decollo verso l’attuale condizione.
Nel 1960 viene registrato l’atto che trasformava la Punta Ala S.a.S di Costantino Lentati & C. in Punta Ala S.p.a. con sede in Milano. Essa ebbe il compito di costruire la moderna Punta Ala, ma anche il dovere di preservarene le bellezze naturalistiche e faunistiche. Nel 1973 ebbe inizio la costruzione dell’attuale porto, che conta circa 900 posti per ormeggio, e di li apoco anche gli altri complessi residenziali e di servizi. 
Oggi Punta Ala, fa parte del territorio del Comune di Castiglione della Pescaia, e di esso ne è sicuramente il luogo più esclusivo e alla moda ormai da decenni. Recentemente ha ospitato i cantieri di Luna Rossa, orgoglio tricolore alle due precedenti edizioni dell’ America’s Cup, ma è anche ambitissima metà turistica di elite e non solo, dove è raro trovare la massa disordinata e chiassosa ed è facile trascorrere soggiorni nel silenzio e nel riposo di maestose pinete.  

Ville Casali ®
Via dei Tronchi 4 - 06061 Castiglione del Lago (PG) Tel: +39 075 9652620 - Fax: +39 075 9655154
Vendita Ville e Casali
Agenzie Immobiliari
Assistenza Vacanza
Ricerca VacanzaFranchising Ville CasaliInfoMappa del sitoArea Riservata