VILLA IN CAMPANIA NAPOLI
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VILLA IN CAMPANIA - NAPOLI: VIL183
 
Campania
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Il Comune - Pozzuoli
comune di Pozzuoli PRIME FORME DI SVILUPPO: l'IMPERO CUMANO La comparsa dell'uomo Contrariamente a quanto si possa immaginare, data la instabile natura del territorio, tracce remotissime della presenza umana, vengono fatte risalire già al III millennio a.C. Ad Ischia infatti, dove svetta imponente la cima dell'antico Epomeo, furono selezionati reperti dell'età neolitica. Non è tuttavia questa famosa isola, l'unica località in cui sono state rinvenute tracce remote della presenza umana. Il cosiddetto Monte di Cuma A Cuma infatti, altro iniziale polo di sviluppo della civiltà flegrea, furono ritrovate, durante gli scavi effettuati dal Conte di Siracusa nel 1852 e quelli operati dallo Stevens nel 1878, in antichissime tombe, suppellettili, stoviglie e altri numerosi reperti pertinenti al rito funebre, che secondo il parere degli studiosi farebbero parte di quegli usi tipici, dei popoli indigeni del Mediterraneo. Da ciò, quindi, sarebbe dimostrata l'esistenza di una civiltà preellenica, che porta Cuma nella collocazione di quei centri campani come Capua o Nola, che senza alcuna influenza esterna di altri popoli, conobbero un proprio sviluppo. Risulta però difficile se non impossibile, stabilire con esattezza, a quale stirpe della popolazione mediterranea essi realmente appartenessero ... La teoria più diffusa è quella secondo la quale, alla originaria popolazione mediterranea, sarebbero succeduti gli Osci, il più antico popolo protostorico della Campania, i quali occuparono l'intera regione. L'Acropoli di Cuma Questa che appare l'ipotesi più reale trova il conforto della testimonianza di Strabone, il quale asserì che i Calcidesi di Cuma cacciarono, prima d'insediarsi, gli Osci. ... Secondo altri studiosi invece, all'antica e originaria popolazione, sarebbero succeduti i Cimmeri, i quali abitavano nelle caverne e preferivano creare collegamenti sotterranei a quelli normali, a cielo aperto. Questa seconda indicazione, sarebbe stata confermata, non solo dai numerosi percorrimenti ritrovati a Cuma, molti dei quali perfezionati ed ampliati in epoche successive, ma la tradizione sarebbe addirittura stata continuata, dalle diverse civiltà insediatesi sul territorio. ... In conclusione ciò che appare in tutta la sua evidenza, è che prima di ogni possibile influenza, a Cuma come ad Ischia, ci fu un popolo indigeno con propri usi e costumi, sui quali si sono sovrapposti con il passare dei secoli, quelli di altre civiltà, teoria che assume i crismi della certezza, grazie soprattutto ai ritrovamenti archeologici. Territorio Pozzuoli -con la sua storia millenaria- è il principale centro dei Campi Flegrei (flegrei=ardenti, di fuoco, in riferimento alle caratteristiche vulcaniche). Innumerevoli i crateri che ne hanno disegnato le forme, sovrapponendosi gli uni agli altri: perfetti i più recenti, parzialmente distrutti quelli più antichi. Al loro interno: acque lacustri o marine o terre coltivate intensamente. Le eruzioni più risalgono ad oltre 35.000 anni, la più recente -quella del 1538- ha dato origine al Monte Nuovo, il più giovane vulcano d' Europa.(stampa) Laghi, mari, golfi, baie, insenature, punte, promontori, isole, scogli, colline, pinete, solfatare e terme rendono questa terra tormentata e affascinante unica al mondo. A Sud-Est: Napoli e il Vesuvio, Ercolano, Stabia e Pompei... Lungo l'orizzonte marino, di fronte al centro antico della città (Rione Terra), Procida, Vivara e, poco più in là, Ischia; a Sud la sagoma di Capri e verso Est-Sud-Est il promontorio di Posillipo e Nisida; alle loro spalle la penisola di Sorrento. Monumenti degni di visita: Tempio di Serapide; Tempio di età augustea; Anfiteatro Flavio; le Necropoli; Acropoli di Cuma e Grotta della Sibilla. Punti panoramici: Villa Avellino; Accademia Aeronautica; Belvedere di S. Gennaro; Villaggio del Fanciullo (area antistante l'attuale sede della Curia vescovile, lungo la Domiziana); Belvedere sul lago d'Averno e sul golfo; Acropoli di Cuma: dalla terrazza e dai Templi. Paesaggi unici: Solfatara, Monte Nuovo, Lago d'Averno, Monte S. Angelo, Astroni. Come si arriva a Pozzuoli Strada statale Domiziana. Tangenziale Est-Ovest di Napoli, uscite: Agnano, via Campana, Cuma, Pozzuoli. Autobus: A.T.A.N. - C.T.P. - S.E.P.S.A.: capolinea Piazza Garibaldi, Napoli. Ferrovie: SEPSA Cumana: stazioni di Pozzuoli, Arco Felice e Lucrino. Metropolitana (F.S.): stazione di Pozzuoli-Solfatara. Traghetti: da/per Procida e Ischia con biglietteria in via Roma. Cenni Storici Fondata nel 530 a.C. da un gruppo di esuli politici provenienti da Samo, alla città fu dato il nome di Dicearchia, cioè governo giusto, in polemica contrapposizione al governo della propria patria dominata dal tiranno Policrate. Dicearchia fu soggetta al controllo della vicina e potente Cuma fino al 421 a.C., anno in cui i Sanniti occuparono tutta la regione flegrea. I Romani, che avevano conquistato la Campania nel 338 a.C. cambiarono il nome di Dicearchia in Puteoli, cioè piccoli pozzi, molto probabilmente a causa delle sorgenti termominerali che numerose sorgono ancora oggo dal terreno. A partire dal II secolo a.C. iniziò l'ascesa economica di Puteoli che, nel ruolo di porto commerciale di Roma, si trasformò ben presto in una città cosmopolita dove trovarono ospitalità mercanti di tutto il Mediterraneo antico: Egiziani, Greci, Fenici, Eliopolitani, Ebrei, Nabatei ed altri. Nella primavera dell'anno 61, su invito di un gruppo di fratelli cristiani, vi sostò per una settimana San Paolo, che da Cesarea era diretto a Roma per esservi processato. Con la costruzione del porto di Ostia Puteoli perse il monopolio del commercio marittimo con Roma, ma il declino della città non fù immediato, tanto che la maggior parte dei suoi momumenti appartiene al periodo tra Vespasiano e Adriano. La vera fine di Puteoli fu segnata verso il IV - V secolo dall'accentuazione del bradisismo discendente, che sommerse le opere poruali, e dalle invasioni barbariche, che la trovarono priva di una cinta muraria in grado di difenderla. La parte bassa della città venne allora abbandonata e i pochi abitanti rimasti si rifugiarono sull'acropoli, che da allora fino agli ultimi anni del XIII secolo costituì il Castro puteolano, agglomerato di misere case sorte attorno alla cattedrale costruita sui resti dell'antico tempio di Augusto. Di questo periodo si hanno poche e frammentarie notizie. Il 9 maggio 1296, con real privilegio di Carlo II D'AngiÒ, Pozzuoli fù affrancata dal dominio feudale e dichiarata città demaniale Favorita dall'autonomia amministrativa, l'"universitas" puteolana conobbe un intenso sviluppo edilizio ed economico: furono costruiti nuovi edifici, sia pubblici che privati; furono incrementati il commercio, la pesca, l'agricoltura. Anche l'attività termale, mai interrotta nei secoli precedenti, ricevette nuovo slancio grazie alla costruzione di un complesso ospedaliero con centoventi posti letto e una chiesa, in località Tripergole presso il lago Lucrino. Agli inizi del 1500 il fenomeno del bradisismo, già da secoli in fase ascendente, si intensificò e fu accompagnato negli anni da una serie di terremoti, fino a quando, nella notte tra il 29 e 30 settembre 1538, un'eruzione portò alla nascita del Monte Nuovo, un piccolo cratere che ingoiò il villaggio di Tripergole e buona parte del lago Lucrino. Dopo un breve periodo di abbandono, la città fUgrave ricostruita grazie agli aiuti del vicerè spagnolo don Pedro Alvarez de Toledo, che vi si fece anche costruire un magnifico palazzo con torre e gierdini. La storia di Pozzuoli nei secoli successivi non presenta avvenimenti degni di rilievo. La città era nota soprattutto per le rinomate acque termali e per le grandiose vestigia romane, che la inserivano tra le tappe del Gran Tour dei viaggiatori europei. Neanche la caduta dei Borboni e la nascita del nuovo Regno d'Italia apportarono grandi cambiamenti nella sonnolenta vita della città. Solo a partire dagli ultimi decenni dell'Ottocento Pozzuoli esce definitivamente dal suo isolamento grazie all'insediamento del cantiere inglese Armstrong, che ne fa uno tra i principali centri industriali del Mezzogiorno d"Italia, e al notevole miglioramento delle comunicazioni, che permettono un veloce e continuo scambio di uomini, idee e prodotti con la vicina Napoli. La storia recente di Pozzuoli è nota: segnata profondamente dalle due crisi del bradisismo, 1970 e 1983, e costretta ad un esodo forzato della sua popolazione, la città sta faticosamente recuperando la propria identità, anche se la strada è ancora lunga e ardua.
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VIL005 - Alexia
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