lA STORIA
Quando la famiglia dei Nobili, allora Signori di Lucca, decise di costruire la residenza di campagna nella prima meta’ del sedicesimo secolo, il luogo offriva l’ideale posizione per godere del clima temperato e della vista migliore sulla citta’ dalla cornice delle colline lucchesi.
L’esiguo numero di proprietari succedutisi nel corso di quasi cinquecento anni, ha poi contribuito a conservare il complesso immobiliare in modo da permetterne il restauro al meglio, mantenendo immutato il carattere di Nobile residenza di campagna con annessi funzionali, trasformati in residenze dal tipico carattere del casale toscano.
La strategica posizione del complesso permette di accedere ad un notevole numero di servizi ed attrazioni raggiugibili in poco tempo: gli aeroporti di Pisa e di Firenze in un’ora, la citta’ di Lucca in 15 minuti, le spiagge della Versilia in 35 minuti, il centro di Firenze in un’ora, le citta’ di Roma e Milano in tre ore.
IL COMPLESSO
La Villa Nobile ed il suo Borgo godono di spazi esterni degni di una residenza di prestigio, tra i quali spicca l’ampia e panoramica piscina esterna, realizzata su di una terrazza naturale esposta tutto il giorno al pieno sole.
Il parco ospita un gran numero di piante secolari tra le quali svetta l’altissimo cedro del Libano di fronte alla Villa, racchiudendo la proprietà in una naturale atmosfera ovattata.
Completano la cornice lo storico terrazzino belvedere ed un campo da tennis in terra battuta, entrambi a disposizione degli ospiti del complesso.
Un sistema di videosorveglianza gestito dalla reception vigila sul complesso 24 ore su 24, coordinato dal servizio di portiere diurno e notturno.
Ogni residenza dispone di un posto auto scoperto di proprietà, sorvegliato e direttamente collegato con il Parco della Villa per l’accesso al complesso.
Un estesissima visuale collinare, sia essa dalla Villa, dal Parco o dal Borgo, offre all’ospite del complesso un’immediata sensazione di spazio e relax, grazie all’ideale posizione a picco sulla piana di Capannori e di Lucca.
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