Con profonde radici nell'antichità africana, al largo della costa della Tanzania, nacque Zanzibar, e nei secoli si sviluppò diventando semplicemente Zanzibar . la "Porta d'Africa".
Per secoli Zanzibar è stato un importante scalo commerciale dell'Oceano Indiano, capitale di dinastie africane, persiane e arabe. La supremazia che sviluppò su tutta la "terra dei neri" (zandj barr), portò il solo arcipelago di Zanzibar ad ereditare questo nome.
Geografia e territorio Il nome Zanzibar deriva probabilmente da zandj barr (terra dei neri), nome con il quale i mercanti arabi indicavano tutta la costa orientale africana da loro conosciuta e visitata per i traffici commerciali. L'arcipelago di Zanzibar è nell'Oceano Indiano al largo della Tanzania, di cui fa politicamente parte. L'arcipelago è composto due isole principali, Unguja (comunemente detta Zanzibar Island) e Pemba, e da un insieme d'isole minori che si trovano nelle acque territoriali delle due isole principali, tra cui ricordiamo Tumbatu, Mnemba, Uzi, Mesali, Latham.
Unguja (comunemente detta Zanzibar Island) è l'isola più estesa della costa est africana (ha una superficie di 1464 kmq); si trova a circa 39° di longitudine est, e a 6° di latitudine sud, è lunga 86 km e larga mediamente 20-30 km (36 km nel punto più largo). Il Canale di Zanzibar la separa dal continente africano (Tanzania), dal quale dista circa 40 km (36 nel punto più vicino). L'isola è generalmente piatta e bassa sul livello del mare, ma nella parte centro occidentale sono presenti alcune piccole colline che a Masingini raggiungono l'altitudine massima di 123 m. Pemba è la seconda isola dell'arcipelago per dimensioni (ha una superficie di 868 kmq); si trova a circa 39° di longitudine est e a 5° di latitudine sud, a 80 km a nord est di Unguja e a 60 km dal continente (Tanzania e Kenya), è lunga circa 58 km e larga mediamente 22 km. L'isola ha un aspetto collinoso e frastagliato anche se le altitudini sono inferiori rispetto ad Unguja. A Pemba il punto più elevato è 95 m s.l.m. A Pemba le maggiori precipitazioni determinano la presenza di una vegetazione arborea più rigogliosa e, infatti, Pemba è storicamente la maggior produttrice di chiodi di garofano dell'arcipelago.
Popolazione
Donne in abiti tradizionali (kanga) in un villaggio di Unguja La popolazione indigena di Zanzibar ha una base genetica africana bantu nella quale nei secoli sono entrati caratteri persiani (shirazi) e arabi. Considerando che Zanzibar ha un incremento demografico annuo del 3%, la popolazione dovrebbe attualmente ammontare a circa 800.000-1.000.000 di abitanti, di cui circa il 70% ad Unguja e il 30 % a Pemba. Il capoluogo Zanzibar Town ha circa 150.000 abitanti.
Clima A Zanzibar vi sono due stagioni secche e due piovose ogni anno: le stagioni secche (da dicembre a febbraio e da giugno ad ottobre) sono più adatte per gli amanti del caldo, ma è il periodo in cui è massima l'affluenza turistica perché cade nei periodi di alta stagione dei turisti occidentali (luglio-agosto e feste natalizie); le stagioni umide (da marzo a maggio e a novembre) sono più adatte per gli amanti del verde in quanto le piogge mitigano l'arsura della stagione secca inducono un aumento della vegetazione, ma la presenza turistica è inferiore, tanto che durante le grandi piogge (primavera), molti villaggi turistici sono temporaneamente chiusi e molti voli sono soppressi.
A Zanzibar il fenomeno delle maree è molto sostenuto: ogni 6 ore il mare si ritira anche di 200 m e durante l'alta marea il movimento dell'acqua rimescola la sabbia del fondo rendendo l'acqua torbida.
Ora L'arcipelago di Zanzibar ha due ore in più rispetto all'Italia (se in Italia sono le 12.00 a Zanzibar sono le 14.00); questa differenza d'orario si riduce ad un'ora durante il nostro periodo di ora legale.
A Stone Town il conteggio orario è spesso uguale al nostro, ma spesso capita di sentire l'orario swahili che differisce di sei ore dal nostro; quest'orario è conseguenza della giornata equatoriale che è formata sostanzialmente da 12 ore di luce e 12 ore di buio: il giorno inizia alle 6.00 (0.00 swahili) e termina alle 18.00 (12.00 swahili), quindi le nostre 8.00 sono per gli swahili le 2.00, mentre le nostre 15.00 sono le 9.00.
Lingua
Il sorriso delle giovani zanzibarineLa lingua ufficiale è il swahili. Il swahili è la lingua più parlata in Africa ed è parte integrante della cultura swahili, una cultura endemica della costa orientale dell'Africa nata dalla commistione di elementi culturali locali (africani) e alloctoni (persiani e arabi). La seconda lingua è l'inglese: è molto diffusa, tutte le persone impiegate in settori a contatto con i turisti e tutte le persone scolarizzate la conoscono.
Religione La religione dominante a Zanzibar è l'islam e tutte le città e i villaggi hanno almeno una moschea. A Zanzibar la maggior parte dei credenti è musulmana sunnita (85% della popolazione), tra i sunniti ricordiamo la setta degli ibhadi, cui appartenevano i sultani Busaidi, tra gli sciiti ricordiamo la setta degli ismaeliti, cioè i seguaci di sua altezza l'Agha Khan. A Zanzibar Town ci sono anche alcune chiese e templi per le piccole comunità di cristiani e induisti.
Storia In generale si ritiene che, già prima dell'arrivo degli arabi (presumibilmente nel II sec. a.C.), la parte centrale e meridionale dell'Africa orientale (attuali Kenya e Tanzania) fosse abitata da popolazioni africane di stirpe bantu. A Zanzibar, il più vecchio ritrovamento di vasellame è datato attorno al X sec. d.C. presso l'antico insediamento di Unguja Ukuu. Ai primi del XIX sec., l'Oman viveva un periodo economico negativo e il sultano Seyyid Said decise di puntare molto sulla costa swahili.
Nel 1840 Said trasferì la capitale dell'Oman da Mascate a Zanzibar e in pochi anni fece di Zanzibar il più grande mercato della costa orientale dell'Africa. La decisione fondamentale per lo sviluppo di Zanzibar fu lo sforzo intrapreso per stimolare la coltivazione del chiodo di garofano e, nel 1850, ne conquistò il monopolio del mercato mondiale. Nell'Ottocento l'importanza commerciale e l'influenza politica di Zanzibar aumentarono al punto da eclissare le altre città della costa orientale africana.
Nel 1963 Zanzibar divenne un sultanato indipendente, terminando così il periodo coloniale britannico. Le tensioni sociali presenti in questo multietnico arcipelago scoppiarono, però, dopo pochi mesi. Nel 1964, in pochi giorni, Zanzibar fu pervasa da una sanguinaria rivoluzione con la quale le etnie africane presenti si liberarono del secolare giogo imposto dai sultani arabi omaniti. Zanzibar diventò così una Repubblica.
Sempre nel 1964, il neo eletto presidente Abeid Karume accettò la proposta di Nyerere (presidente del Tanganika) di unirsi in una confederazione. Nacque così l'Unione delle Repubbliche di Tanzania il cui nome deriva dalle prime tre lettere dei due Paesi interessati: tan da Tanganika e zan da Zanzibar.
Costituzione
Dignitari arabi (afro-arabi) con un ufficiale inglese a fine '800Nel 1964, il neo eletto presidente Abeid Karume accettò la proposta di Nyerere (Presidente del Tanganika) di unirsi in una confederazione. Nacque così l'Unione delle Repubbliche di Tanzania il cui nome deriva dalle prime tre lettere dei due paesi interessati: tan da Tanganika e zan da Zanzibar. La Repubblica di Zanzibar ha un suo presidente, attualmente A. Karume, (che è anche vicepresidente della Tanzania), un parlamento (50 seggi) e ministeri che la rendono indipendente in materia legislativa. I limiti imposti dall'Unione sono che Zanzibar ha solo consolati e non ambasciate (che si trovano nella capitale tanzaniana), e che i Ministeri degli Esteri, dell'Economia e della Difesa sono in comune con l'Unione.
Situazione politica Nel 1990 Salmin Amour vinse le elezioni e nel 1992 permise la nascita del pluripartitismo. Grazie a queste liberalizzazioni si formò l'attuale partito d'opposizione, il CUF (Civic United Front), il cui leader è il precedente primo ministro Sharrif Hamad. Nelle elezioni del 1995 il CCM riuscì a battere il CUF di pochissimo (50,2% contro 49,8%) grazie al grande supporto di Hamad a Pemba. Attualmente, nonostante il grande supporto del partito di opposizione (CUF) e l'esistenza di spinte indipendentiste pacifiche, la situazione è politicamente stabile tanto che il turismo è in continuo aumento.
Economia
Fiore di chiodo di garofano, simbolo dell'economia dell'Isola delle Spezie Anticamente la sopravvivenza delle popolazioni swahili che risiedevano a Zanzibar era basata su coltivazioni di sussistenza, sulla raccolta di prodotti della foresta, sulla pesca e sulla caccia. Nella prima metà dell'Ottocento, con l'insediamento dell'importante sultano Seyyid Said bin Sultan, Zanzibar sviluppò un fiorente mercato basato sull'esportazione di prodotti provenienti dal continente quali avorio, schiavi, copale e pellame; e sullo sviluppo dell'economia di piantagione (soprattutto chiodi di garofano e cocco) la cui produzione era fondata sulla manodopera a basso costo fornita dagli schiavi importati dal continente. Dopo la rivoluzione del 1964 Zanzibar scelse, come molti stati africani, la via della rottura con l'Occidente a favore di uno sviluppo basato sul mercato interno e interamente pilotato dallo Stato.
Nel 1986 è nato l' Investment Act finalizzato a promuovere l'investimento di capitale straniero. Nonostante lo sviluppo economico stia abbracciando un numero sempre maggiore di persone, la maggior parte della popolazione vive ancora di attività tradizionali. Rilevanti sono ancora le esportazioni del chiodo di garofano (prima fonte di valuta estera), di spezie e di frutta. Il reddito medio pro capite è di circa 30 US$ al mese, reddito molto basso e non in grado di contrastare il forte indebitamento che la Tanzania ha con l'estero (circa 35 US$ al mese per persona). Zanzibar mostra valori economici tipici di un Paese in via di sviluppo, ma non mancano gli investitori. Dall'inizio degli anni ‘90, l'industria turistica è aumentata esponenzialmente. Pemba non ha le grandi spiagge bianche della costa est di Unguja e attualmente è ancora poco turistica. Pemba ha, però, risorse paesaggistiche, archeologiche e naturalistiche superiori ad Unguja, ed esaurita la ricettività turistica di Unguja, è probabile che vedrà l'arrivo d'investitori di settore. Si spera che l'inevitabile perdita delle caratteristiche tradizionali dell'area, conseguente allo sviluppo del turismo di massa, sia accompagnata da una corretta gestione delle risorse e delle ricchezze locali, in modo che la splendida popolazione di quest'arcipelago possa realmente beneficiare di questo rapido sviluppo economico.
Festival e tradizioni popolari
Pittore di Tinga Tinga (famosa pittura naif) nelle sua bancarella12 gennaio, Rivoluzione di Zanzibar: merita assistere alla regata di ngalawa che parte di fronte al People's Palace. 5 febbraio, fondazione del CCM (il partito di governo). 26 aprile, Union Day, giorno dell'unione con il Tanganika. 1 maggio, festa dei lavoratori. 7 luglio e 8 agosto, festa degli agricoltori. 9 dicembre, Indipendenza del Tanganika. Vi sono inoltre le festività islamiche quali il capodanno, la fine del Ramadan e dell'Egira, la nascita del Profeta, e il Miranji (un giorno di festa nel decimo mese). Queste festività seguono il calendario lunare musulmano e avvengono ogni anno 10 o 11 giorni prima, a seconda che l'anno sia bisestile o no. Mwaka Kogwa, capodanno swahili di Makunduchi: imperdibile per coloro che sono a Zanzibar il 23 luglio, molte agenzie turistiche organizzano viaggi in giornata. Il festival, detto anche Mwaka Nairuz, è di origine persiana e segna l'inizio dell'anno nel calendario shirazi.
Ecologia e ambiente Negli ultimi 20 anni c'è stato un esponenziale aumento della plastica (fenomeno generalizzato in tutta l'Africa). Tale produzione non è accompagnata da una coscienza ambientale ed ecologica di stampo occidentale, in quanto la mentalità è ancora legata al gettare per terra le cose (fino a poco tempo fa tutte biodegradabili) una volta terminato l'uso. Per questo motivo negli ultimi 10 anni sono aumentale le presenze di pattume e sporcizia lungo le strade, che dal 2005 ha assunto livelli decisamente contrastanti con la bellezza dei paesaggi il cui skyline è costantemente caratterizzato da palmeti da cocco. Si spera che il governo riesca a breve ad introdurre un sistema di raccolta più efficiente ed un programma di educazione ambientale.
Burocrazia e sanità in breve Visto Obbligatorio Passaporto Valido per sei mesi dopo la data di uscita Febbre gialla Obbligatoria per chi viene da paesi infetti Profilassi antimalarica Consigliata Vaccino Epatite A ed antitifico Consigliati Vaccino Epatite B Consigliato per chi sosta a lungo
Quando andare A Zanzibar vi sono due stagioni secche e due piovose ogni anno: le stagioni secche (da dicembre a febbraio e da giugno ad ottobre) sono più adatte per gli amanti del caldo, ma è il periodo in cui è massima l'affluenza turistica perché cade nei periodi di alta stagione dei turisti occidentali (luglio-agosto e feste natalizie); le stagioni umide (da marzo a maggio e a novembre) sono più adatte per gli amanti del verde in quanto le piogge mitigano l'arsura della stagione secca inducono un aumento della vegetazione, ma la presenza turistica è inferiore, tanto che durante le grandi piogge (primavera), molti villaggi turistici sono temporaneamente chiusi e molti voli sono soppressi.
Va sottolineato comunque che Zanzibar ha un clima monsonico ed oceanico e qualche rovescio temporalesco è possibile anche durante la stagione calda e secca, inoltre l'isola ha un clima equatoriale e la temperatura non è mai bassa, nemmeno durante i periodi piovosi o durante l'inverno australe (cioè la nostra estate): le temperature giornaliere arrivano praticamente sempre a 30°C.
Burocrazia e visti
Bimba intenta alla selezione delle alghe durante la lavorazione Per soggiornare a Zanzibar occorre il passaporto valido per un periodo non inferiore a sei mesi dalla data di uscita dall'isola. Il visto d'ingresso è necessario e può essere richiesto presso l'ambasciata Tanzaniana a Roma, presso l'ufficio consolare onorario di Milano o all'aeroporto di Zanzibar quando si entra nel Paese (il costo è di 50 USD). Per ottenerlo è necessario presentare fotocopia del biglietto aereo, una foto e compilare un modulo scaricabile da www.tanzania-gov.it. Il visto dura tre mesi, e in ogni caso è possibile rinnovarlo presso l'Ufficio immigrazione. Il visto vale per tutte le isole dell'arcipelago (Unguja, Pemba e isole minori a parte Tumbatu).
A Zanzibar è assoluto vietato effettuare qualsiasi attività lavorativa (anche volontaria), se muniti di solo visto turistico. Sono frequenti i casi d'arresto e di richieste di denaro nei confronti di connazionali sorpresi dalla polizia in possesso di visti che non consentono lo svolgimento di attività lavorative o commerciali.
Vaccinazioni A Zanzibar non è obbligatoria alcuna vaccinazione per chi proviene dall'Italia. Quella contro la febbre gialla è obbligatoria solamente per chi entra provenendo da zone notoriamente infette.
Malaria, tifo, tetano, paratifo, epatite A, epatite B e epatite C sono endemici. Si verificano con una certa frequenza epidemie di colera e frequenti sono le infezioni intestinali, urinarie e oculari.
Per tutti i viaggiatori si consiglia la vaccinazione orale antitifica e quella per l' epatite A . Per chi ha intenzione di sostare a lungo o avere rapporti sessuali a rischio si consiglia anche la vaccinazione per l' epatite B.
Il rischio di malaria, soprattutto nella forma maligna da Plasmodium falciparum, esiste tutto l'anno in tutta la Tanzania (compreso Zanzibar) con particolare aumento del rischio durante la stagione delle piogge (primavera e autunno). E' segnalata resistenza del Plasmodium falciparum alla clorochina e resistenza alla sulfadossina-pirimetamina. Si consiglia pertanto la profilassi antimalarica da effettuarsi sotto controllo medico.
Da mettere in valigia Pantaloni lunghi, creme solari ad alta protezione, farmacia da viaggio, repellenti per zanzare, una muta leggera se avete intenzione di fare immersioni o snorkelling (le acque sono ricche di zooplancton).
Elettricità È, come in Europa, a 220 volt e 50 Hz. Nei villaggi turistici italiani le prese sono del tipo italiano, ma se s'intende viaggiare autonomamente si tenga presente che le prese sono generalmente del tipo inglese a tre fori perciò è opportuno dotarsi dell'adattatore. Spesso si può utilizzare la presa italiana (a due maschi) con una penna inserita nel foro del neutro centrale. Tenete presente che ad Unguja, e ancor più a Pemba, i black out sono abbastanza frequenti, i migliori alberghi e i villaggi turistici sono dotati di generatore, cosa che non avviene per le Guest house e gli ZTC Hotel. Munitevi di torcia elettrica.
Indirizzi utili burocrazia Ambasciata di Tanzania in Italia Viale Cortina d'Ampezzo, Roma, tel. 06-33485801, 06-33485820, fax 06-33485828 Consolato di Tanzania in Italia Via S. Sofia 12, Milano, tel. 02-58307126, 02-58307534, fax 02-58307499 Vice Console Onorario a Zanzibar (sig. P. Chiaro), P.O. Box 4700, Vuga, Zanzibar, tel.0741-495056 Ambasciata d'Italia in Tanzania Lugalo rd., Plot 316, Dar es Salaam, tel. 00255-22-2113935/6, fax 2115938, cell. di emergenza 744 777701 Indirizzi utili info cultura Ministry of Information, Culture & Youth Shangani PO Box 772, tel e fax 232321 Indirizzi utili sicurezza Polizia te. 112, 0741-322112 Indirizzi utili sanità Zamedic P.O. Box 1043, Vuga, Zanzibar, tel. 233113 Clinica Privata Island tel. 2231837 Shamshusons Pharmacy Mkunazini Market, Zanzibar, tel. 232641, fax 231719 Gruppo medico Pronto soccorso tel. 231424 Centro Diagnostico di Zanzibar P.O. Box 1043, Stone Town, tel. e fax. 5433113; cell. 742-750040, 747-415638;
Patente La patente italiana non è valida a Zanzibar, per guidare un'auto si dovrà quindi avere la patente internazionale (modello Convenzione di Ginevra 1049 oppure Vienna 1968) o richiedere un permesso temporaneo agli uffici della Motorizzazione Civile Zanzibarina (nei pressi dello Old Dispensary a Stone Town), o presso la Malindi Police Station a Stone Town (all'incrocio tra Malawi Road e Creek Road). Non richiede particolari lungaggini burocratiche e nel giro di 15 minuti avrete il vostro permesso. Se il mezzo è affittato in agenzia spesso il prezzo è comprensivo del permesso, che penserà l'agenzia stessa a farvi. Avvertenza: consigliamo vivamente di non sottovalutare questo permesso, non tanto per le multe che si possono prendere (generalmente ce la si cava con una mancia al poliziotto), quanto perché se succede un incidente si può incorrere in problemi veramente gravi.
Posta e telefono L'ufficio postale principale di Zanzibar Town è nella via che conduce all'Amani Stadium (orario 8.00-16.30, 8.00-12.30 la domenica), ma molto più pratico è l'Old Post Office in Kenyatta Rd. nel quartiere Shangani a Stone Town (orario 8.00-16.30 e 8.00-12.30 il sabato, chiuso la domenica) dove si possono acquistare anche le carte telefoniche per le chiamate internazionali. Per la posta celere, il corriere internazionale DHL ha un ufficio in Creek Rd. Pemba ha un ufficio postale in tutte le tre città principali.
Il codice internazionale per la Tanzania è 00255 al quale segue il codice locale di Zanzibar 242, valido per tutto l'arcipelago, Pemba inclusa. Per telefonare in Italia da Zanzibar il codice è 0039, se chiamate con un cellulare dovete invece fare lo 00039 (con 3 zeri).
Moneta, carta di credito e cambio La valuta locale è lo scellino tanzaniano (Tanzanian Shilling o TSh abbreviato). Il valore di 1 euro è di 1300 TSh.
La valuta straniera più diffusa è il dollaro (US$), altre valute europee forti possono essere accettate ma ricordate che, fuori delle banche, 1 euro vale generalmente come 1 dollaro e quindi conviene pagare con quest'ultimo. Non vi sono particolari restrizioni per l'importazione di valuta.
Il cambio in valuta locale può essere facilmente effettuato presso i numerosi Bureau of Change di Stone Town. La carta di credito (soprattutto Visa e Master Card) è utilizzabile nei grandi alberghi, nei grossi negozi di Stone Town e in alcuni bureau, per ritirare denaro.Ovunque la carta deve essere del tipo tradizionale (con i numeri in rilievo) e, ricordate, che spesso vi applicheranno commissioni variabili tra il 5 e il 10%. A Zanzibar vi sono tre punti di servizio bancomat.
Sanità Non bisogna fidarsi della qualità dell' acqua di rubinetto, e, come in tutti i Paesi non industrializzati, l'acqua è una delle principali cause di diarrea ed epatite A per cui è senz'altro consigliabile bere acqua minerale oppure potabilizzarla con le apposite pastiglie. Non mangiare frutta e verdura a meno che non siano state sbucciate e lavate sotto il vostro controllo e in modo da non aver toccato acqua che non sia rigorosamente di bottiglia.
Tra le malattie endemiche sono segnalate filariasi, oncocercosi, leishmaniosi, schistosomiasi e tripanosomiasi. Si ricorda anche che, sebbene Zanzibar non abbia particolari problemi, l'Africa orientale è uno dei posti a maggior concentrazione di sieropositivi al virus dell'AIDS. Chi pensa di avere rapporti sessuali occasionali lo tenga ben presente. Vi sono insetti urticanti (es. alcuni millepiedi) e, per questi motivi, va posta particolare attenzione agli insetti. Evitate punture e contatti di qualunque tipo con insetti mediante l'uso di repellenti (da applicare sulla pelle), insetticidi e vestiario idoneo.
Avvertenza: la stragrande maggioranza dei turisti è costituita da persone che per tutto il periodo di vacanza rimangono sulla spiaggia. Ricordate pertanto che, durante le escursioni in giornata, non potete comportarvi come se foste in un paese occidentale. Durante le escursioni a Stone Town, nelle zone rurali (es. spice tour) e nelle foreste, è importante coprirsi con pantaloni lunghi, non essere troppo sbracciati e soprattutto indossare calzature chiuse (scarpe da tennis o meglio pedule) questo per evitare contatti con l'acqua stagnante nelle pozzanghere o con insetti.
Per i sommozzatori si ricorda che a Zanzibar non ci sono camere iperbariche.
In considerazione di tutto quanto sopra evidenziato, prima della partenza dall'Italia si consiglia di stipulare una buona assicurazione sanitaria che preveda anche un'eventuale rimpatrio di emergenza.
Raccomandiamo a viaggiatori indipendenti una farmacia da viaggio (concordata con il proprio medico) costituita da: creme solari e antiustione, creme solari, antidiarroici e antibiotici gastrointestinali, repellenti e antistaminici per uso locale, pronto soccorso come cerotti e disinfettante.
Sicurezza
Ragazza di Pemba Zanzibar è un posto abbastanza sicuro. Purtroppo, negli ultimi anni, c'è stato un aumento di ragazzi nullafacenti (alcuni dei quali si definiscono rasta e si riconoscono dal caratteristico copricapo) che fanno uso di droghe leggere e si arrabattano per terminare la giornata. La maggior parte di loro è innocua, ma abbiamo conosciuto persone che avevano subito piccoli soprusi o addirittura borseggi e aggressioni armate.
Le aggressioni a mano armata sono in aumento. Evitare di girare da soli per i vicoli di Ston Town soprattutto ostentando oggetti di valore.
Le donne sole possono avere qualche problema in più, anche se spesso basta la presenza di un uomo a scongiurare ogni eventuale disturbo. A Zanzibar è, infatti, abbastanza sviluppato il turismo sessuale femminile, per cui si incontrano spesso (soprattutto ai giardini Forodhani, nelle spiagge di Nungwi, Paje o Jambiani) dei ragazzi che tentano la vita del gigolò. Usate cautela nelle spiagge libere e nei luoghi isolati.
E' consigliabile evitare luoghi in cui si svolgono manifestazioni di natura politica a causa del clima di tensione tra il partito di governo e il partito di opposizione.
Comportamenti Zanzibar è un paese musulmano e quindi, comportamenti libertini o vestiti succinti, sono vissuti più negativamente che da noi. Portare abiti succinti non comporta alcun rischio pratico, ma è certamente molto irrispettoso delle usanze del Paese. Vi sono aree più abituate ai turisti (Stone Town, Nungwi), in cui è possibile vestirsi all'occidentale (senza esagerare) ed aree (come a Pemba) in cui potete più facilmente offendere la sensibilità locale. Indossando pantaloni lunghi ma leggeri e una maglietta a mezze maniche che copre le spalle siete sicuri di non sbagliare. Il nudismo è vietato e non è consigliabile girare in costume da bagno al di fuori dei villaggi-vacanze.
Durante il periodo di Ramadan è buona norma non mangiare, bere o fumare in pubblico. In questo periodo chi non è musulmano non può entrare nelle moschee. Per il puritanesimo della religione mussulmana, gli alcolici non sono ben visti dalla popolazione. Nelle città vi sono luoghi in cui è possibile acquistare e consumare alcolici, è un gesto d'educazione, soprattutto durante il Ramadan, consumarli all'interno di questi locali.
Da qualunque destinazione arriviate, per via aerea o marittima o camminando per strada vi capiterà di essere avvicinato da ragazzi che, talvolta abbastanza insistentemente, vi propongono di portarvi in macchina presso un determinato albergo o guest house. Questi sono localmente detti papaasi, che significa zecca cioè parassita. Se accettate non dovrete pagare perchè prendono la commissione dall'albergo, in caso non accettiate, non innervositevi della loro insistenza e siate decisi, ma gentili nel rifiutare, in breve vi lasceranno in pace.
In Africa l'acqua è limitata, molto più di quanto non sia nei paesi temperati da cui probabilmente provenite, abbiate l'accortezza di non sprecarla e utilizzate solo il necessario. Quando girate nelle riserve naturali fate attenzione alle cicche di sigaretta, lo sviluppo di un incendio potrebbe essere dannosissimo per il delicato equilibrio di questi ambienti che stanno subendo un'altissima pressione antropica. Evitate di comprare coralli o qualunque prodotto della barriera corallina (conchiglie, oggetti di tartaruga, ecc.), questo creerà una domanda ed incrementerà il già fiorente commercio illegale di questi oggetti.
Pesanti condanne sono previste per consumo e spaccio di droga. Molto rigida è la normativa per violenze sessuali in genere e in particoalre su minori: le condanne per violenza e pedofilia comportano pene da 20 anni fino all'ergastolo (la stampa riporta tali notizie con grande evidenza).
Purtroppo l'omosessualità non è ben vista, ne per il puritanesimo culturale ne dalla legge: comportamenti omosessuali maschili possono essere puniti con 25 anni di reclusione, mentre quelli femminili con 7 anni. |