Pettineo (C.A.P. 98070) dista 180 Km. da Agrigento, 138 Km. da Caltanissetta, 167 Km. da Catania, 97 Km. da Enna, 165 Km. da Messina, alla cui provincia appartiene, 106 Km. da Palermo, 242 Km. da Ragusa, 225 Km. da Siracusa, 205 Km. da Trapani.
Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Patti Il comune conta 1.623 abitanti e ha una superficie di 3.045 ettari per una densità abitativa di 53 abitanti per chilometro quadrato. Sorge in una zona litoranea collinare, posta a 284 metri sopra il livello del mare. Il municipio è sito in via Garibaldi n. 35.
È un centro prevalentemente agricolo. I prodotti maggiormente coltivati sono gli agrumi, le olive, i cereali e i limoni. Particolarmente buono è l'olio locale. Il nome del paese proviene probabilmente dal cognome familiare Pettini. Le prime notizie sulle origini del borgo risalgono al sec. XII, quando apparteneva a Manfredi Maletti.
Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Patti Nel corso dei secoli fu governata da diversi feudatari: dai Ventimiglia nei secoli XIII e XV, che vi edificarono il Castello, dai Valguarnera e infine di nuovo dai Ventimiglia.
Tra i monumenti, di notevole rilevanza artistica sono la Chiesa Madre costruita nel sec. XVI, la Chiesa di S. Sebastiano, che presenta uno stupendo portale cinquecentesco e la Chiesa di S. Nicola risalente al sec. XIV e restaurata nel sec. XVII. È interessante sapere che a Pettineo esiste un simpatico modo di dire: "Iri ppi na vasata a Pittineu", che significa: "Andare per un bacio a Pettineo", ossia, in linguaggio figurato "Affrontare un gioco che non vale la candela".
La Chiesa Madre Costruita nel sedicesimo secolo, la Chiesa incorpora nella sua struttura elementi di un edificio precedente, come ad esempio il portale ogivale posto nel lato destro. All'interno sono conservate molte opere d'arte e gran parte degli arredi originali.
Tra queste di notevole interesse artistico è una pregevole ancona in marmo realizzata da Giacomo Gagini (1517-1598) negli ultimi anni del sedicesimo secolo, raffigurante la Madonna e i Santi Giovanni Battista e Giacomo. In direzione del terzo altare destro è situata un'altra ancona in marmo sempre di scuola gaginiana, risalente anch'essa al sedicesimo secolo. Degna di particolare attenzione è poi una pregiata tela posta all'inizio della navata sinistra, raffigurante il Martirio di San Tommaso Apostolo. Nel coro, infine, si possono ammirare degli eleganti stalli in legno del diciassettesimo secolo, attribuibili a Giovan Battista Li Volsi (1622-1686).