Pareto è un paesino di campagna in provincia di Alessandria immerso nel verde e nella natura. E' situato sugli Appennini Liguri a 476 metri di altezza per una superficie di 41 Kmq e con un totale di circa 700 abitanti. Confina a ovest con Spigno Monferrato, a sud con Giusvalla, Mioglia e Sassello, a est con Sassello e Ponzone e a nord con Ponzone, Malvicino e Spigno Monferrato. Pareto comprende due frazioni: Miogliola e Roboaro, ricche di bellezze naturali, con i suoi piccoli borghi autonomi e piacevoli. Il suo territorio è bagnato da due torrenti: Erro e Valla. Nelle giornate serene e nei tramonti splendidi si gode forse una delle più belle viste sulla pianura alessandrina, sulle movimentate Langhe, sulle boschive montagne dei pre-Appennini Savonesi e lontano l'innevata catena del Monviso. Pareto fa parte della Comunità Montana Alta Valle Orba, Erro e Bormida di Spigno; il presidente incarica è Giampiero Nani (sindaco di Montechiaro). Nella parte sud del territorio si innalza il Monte Orsaro che è stato così chiamato perché su di esso dimoravano molti orsi, ormai spariti; è stata proposta la sua trasformazione in parco naturale. A Monteacuto ( Borgo ) ci sono 3 bellissimi laghi (chiamati Lagoscuro per la loro profondità) incuneati tra 2 montagne situate nel bel mezzo del bosco. A Miogliola c'è un mulino ad acqua che messo in funzione è ancora in grado di macinare grano e granoturco. Nel Prato dei Grilli (prato circondato dagli alberi ) c'è un'antica fornace della calce utilizzata fino a circa 80 anni fa. E' un paese esposto al vento. Il clima però è salubre ed è veramente di richiamo turistico. Il nostro paese è conosciuto anche per i suoi funghi porcini di ottima qualità. Se si è un po' fortunati si possono notare alcuni caprioli, che, alla nostra vista scappano per la paura di essere catturati; se la sorte è a favore si possono vedere nella Riserva Naturale, o in un boschetto, o passeggiando sulla strada, gli scoiattoli, le volpi, i cinghiali, le lepri e i fagiani, animali tipici delle nostre zone.
Sull'origine del nome "Pareto" si fanno due ipotesi:
-dal verbo latino "pareo", cioè appare , si può vedere da lontano;
-da "pereto", luogo dove crescono facilmente i peri.
Con molte probabilità fu fondato dagli abitanti dell'acquese per difendere il capoluogo dalle incursioni saracene che nel 936 avevano saccheggiato Genova e distrutto l’Abbazia di San Salvatore di Giusvalla. La prima volta nella quale si parla di Pareto è nella carta relativa alla fondazione dell' Abbazia di San Quintino a Spigno in data 4 Maggio 991. Pareto appartenne, poi, al Marchese del Monferrato fino al 1223 quando venne ceduto alla Repubblica di Genova. Nel secolo XV ritornò sotto il Duca del Monferrato. Nel 1606 per pagare i debiti che aveva dovuto contrarre per sostenere le numerose tasse imposte dal duca, decise di vendere ad un nobile genovese, Gian Battista Invrea , Ponte dei Prati (attuale Pontinvrea). Con il trattato di Utuch, nel 1713, al Ducato di Savoia, del quale seguirono poi le vicende storiche.
Il Castello di Pareto fu costruito dagli Aleramici per mantenere il sicuro possesso dello spartiacque tra la Valle Erro e quella della Bormida di Spigno. Nel 1224 il castello di Pareto viene attaccato di sorpresa dagli Alessandrini in guerra con Genova per il possesso di Capriata, ma vengono sconfitti malamente dalla guarnigione paretese. Sul finire del secolo XIV il castello di Pareto è teatro un importante fatto d'armi. Il 29 Ottobre 1394 il luogotenente del duca d'Orléans occupa Altare e poi si dirige a Pareto, posto avanzato dei Genovesi, dal quale essi potevano rendere pericoloso il movimento delle truppe francesi fra Asti e Savona. Il castello di Pareto era posto tra i 16 più importanti della Repubblica di Genova. L'attacco orleanista a Pareto inizia il 12 Novembre 1934 con moltissimi soldati che occupano il paese; ma il castello continua a resistere, anche se viene bombardato dal campanile della Chiesa parrocchiale. Gli assedianti ricorrono anche all'astuzia: si fanno dire da alcuni paretesi prigionieri i punti deboli del castello, ma tutto è inutile. A fine Dicembre 1394 sono costretti a togliere l'assedio. I paretesi dovevano scavare fossati e tenere in ordine gli spalti del castello; portare i materiali per tutte le opere di fortificazione. Queste prestazioni venivano fatte gratuitamente, di Domenica. Ma il castello doveva anche essere difeso. Al castello di Pareto la Repubblica di Genova provvedeva una guarnigione di 12 fanti, che si vendette al duca d'Orleans. I Paretesi devoti al duca d'Orleans vengono esiliati dai Genovesi che requisiscono tutti i loro beni. La milizia di Pareto difese strenuamente il castello; erano poche squadre di contadini, che però seppero fronteggiare per due mesi un esercito agguerrito. Il castello fu distrutto in parte dagli spagnoli nel 1636. Il territorio di Pareto fu teatro della Campagna Napoleonica d'Italia.
Dal Maggio 1944 all'Aprile 1945 si consumò per Pareto e altri paesi una lunghissima passione. Vi furono ben 32 rastrellamenti con furti, maltrattamenti, incendi, deportazione di persone. Dall'11 Settembre 1943 fino al 12 Settembre 1944 rimasero a Pontinvrea contingenti di Tedeschi. Da Sassello poi giungevano i militari della S. Marco. Gli scontri con Bande di Partigiani furono frequenti e duri. Vi furono poi violenze e saccheggi. Partiti gli uni, giungevano gli altri, non furono risparmiati vendette o soprusi. Vi furono ben 11 persone uccise a Pareto e 3 a Pontinvrea, da ambo le parti contendenti.
Ci sono 2 archi dove erano poste le porte d’ingresso: una ad est ed una ad ovest. Su quello ad est è situato ( con la protezione di un muretto ) un prolungamento del sagrato della Chiesa parrocchiale; l’arco ad ovest, più basso e più stretto del precedente, è situato sotto una costruzione che è un prolungamento del castello. Ci sono 2 scale: una con i gradini in pietra detta "scalazza" che collega la vecchia sede municipale con la piazzetta del Castello; l’altra, nella quale le pietre sono state sostituite con gradini in graniglia, collega l’attuale piazza Cesare Battisti con il Centro Storico.
Sulla piazza Cesare Battisti si trova l’ex "Cinema Parrocchiale". In origine era l’Oratorio Parrocchiale dedicato a Maria Assunta. Si trattava di una massiccia costruzione di stile barocco fatto eseguire nel 1600 circa dalla confraternita dei "Disciplinati". I muri perimetrali di questa Chiesa hanno uno spessore di oltre 2 m. E perché tutto questo? Si tramanda che il materiale di costruzione veniva portato sui muri attraverso un piano inclinato dai muli che erano il mezzo di trasporto di quell’epoca. Si sono celebrate in detta Chiesa le funzioni religiose fino al 1950 quando venne trasformata in cinema e abitazione.
Arco del muraglione che circonda il Castello.
Restauro in mattone con copertura in coppi. Ci sono 2 stemmi del Recane.
Per uscire dalla via "sotto le finestre" si salgono alcuni gradini e si entra in via Marconi in fondo alla quale, verso Spigno, si trova un antico palazzo appartenuto al dott. G. B. Grappiolo, adibito - in parte - ad edificio scolastico per parecchi anni.
Sul lato della pizza si trova il Monumento dei Caduti e il peso pubblico installato il 7 giugno 1914. Dietro ad essi è situata una schiera di caseggiati.
Si affacciano sulla piazza l’Ufficio Postale, la Trattoria-Bar di Mario Rossello ed una macelleria di proprietà di Ugo Costa. Al di là dell’oratorio c’è via Roma fiancheggiata a destra da un gruppo di case tutte unite fra di loro; a sinistra troviamo l’archivolto sotto cui passa la strada (Via Mazzini) in salita - pavimentata in porfido - che porta nel borgo medioevale. La pavimentazione di detta via, in origine in acciottolato, è stata ricoperta di asfalto, così per rimediare al danno procurato dagli interventi precedenti si è deciso di sistemare la Via Mazzini con una pavimentazione in porfido nell’anno 1994.
Il centro storico è stato oggetto di alcuni interventi di recupero conservativo quali il muro che circonda il centro storico, la facciata principale e l’interno della Chiesa parrocchiale e un antico pozzo.
Pozzo antico in fase di restaurazione. Restauro in pietra e mattoni. E’stato fatto per la festa patronale dei SS Pietro e Paolo 1998. La copertura è in pietra. La pavimentazione sottostante è in acciottolato.
Porta secondaria della Chiesa Parrocchiale.
Portale in legno intagliato contornato da decorazioni in pietra. Sulla pietra vi è un’iscrizione in latino.
E’ sovrastato da un dipinto raffigurante la Madonna con in braccio Gesù e affiancato dall’Angelo; in lontananza si intravedono le tre croci.
Portale della canonica della Chiesa.
Decorazione in pietra resa non ben visibile dall’usura e dalle ristrutturazioni non sempre adatte in cemento.
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